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Preparazione

occorre avere oltre agli spilli da insetti e le pinzette, qualche lente da naturalista (ingrandimento di 10 volte). Il materiale deve essere fresco, altrimenti bisogna ammollirlo.

Lepidotteri:
si pungono con lo spillo nel mezzo del torace e poi si distendono le ali per mezzo degli stenditoi, costituiti da due assicelle di legno di pioppo lunghe 30-40 cm che vengono montate in modo da formare tra loro un angolo molto ottuso, lasciando un solco intermedio nel quale viene posto il corpo della farfalla.
Le ali vengono messe in posizione con una striscia di carta pergamino o carta da lucidi, in modo tale che il bordo posteriore dell’ala anteriore faccia un angolo retto con la scanalatura dello stenditoio e l’ala posteriore nasconda quasi tutto il suo margine anteriore sotto l’ala anteriore.
Prima della preparazione, se gli esemplari sono secchi, devono essere posti nell’ammollitoio a foglie di Lauroceraso (fino a 2-3 settimane) o nel comune ammollitoio (per 24-48 ore). 

Imenotteri:
si preparano le specie grosse puntandole con uno spillo, mentre quelli più piccoli si attaccano con una goccia di “gomma entomologica” sui cartoncini.
Con buoni spilli si mantengono in posizione, fino a completa essiccazione, zampe, antenne e ali su tavolette di torba.

Ditteri:
a differenza degli imenotteri non vanno attaccati sui cartoncini, ma sempre puntati da un alto del torace o dal basso.

Neurotteri:
(Plecotteri, Efemerotteri, Mecotteri e Tricotteri) si preparano ad ali distese per mezzo degli stenditoi come per i lepidotteri.

Odonati:
conviene prepararli subito sugli stenditoi, senza ammollirli per mantenere i colori.

Ortotteri:
i più piccoli si incollano sui cartoncini, i più grandi si spillano nel pronoto (nel mezzo le blatte, nell’angolo di unione delle elitre le cavallette e nel pronoto un po’ a destra della linea mediana nei grilli).
Le zampe posteriori delle cavallette si ripiegano con la tibia aderente al femore e si usa distendere le ali di una sola parte.

Coleotteri:
quelli dei flaconi con segatura, uccisi con qualche goccia di etere acetico, mantengono la flessibilità necessaria per prepararli, altrimenti bisogna ammollirli usando il solito metodo o la “miscela per ammollire” che si versa in un tubo di vetro contenente gli esemplari per vuotarla dopo pochi minuti.
La preparazione si fa sulla tavoletta di torba puntando l’elitra destra con lo spillo e ponendo con le pinze e gli spilli le zampe simmetriche, femori anteriori in avanti, intermedi e posteriori indietro e tibie e tarsi in dentro; le antenne se lunghe si dispongono indietro lungo il corpo, se corte in avanti o ai lati.
I coleotteri lunghi 15 mm o meno si incollano sui cartoncini con la “gomma entomologica”.

Rincoti o Emitteri:
si usa la stessa procedura descritta per i coleotteri, non dimenticano che si tratta di insetti più fragili.

Infine si prepara un’etichetta per ciascun insetto che indichi la località, la data e il nome del raccoglitore, usando inchiostro di china nera, e si ripongono tutti gli esemplari classificati nelle scatole entomologiche.

Conservazione

gli insetti preparati, disseccati e etichettati si conservano in scatole entomologiche con fondo di torba compressa a perfetta chiusura.
Ogni esemplare deve portare le indicazioni di località, stazione, data della raccolta, nome del raccoglitore, dello studioso che lo ha classificato, il sesso e un numero d’ordine; il nome della famiglia va collocato direttamente sulla scatola, mentre al suo interno si usano etichette col nome del genere e della specie che vanno poste di fianco agli insetti.
E’ sempre bene mettere nelle scatole un po’ di insetticida come il paradiclorobenzolo, mentre contro la formazione delle muffe si utilizza la “miscela di creosoto composta” (creosoto, naftalina e acido fenico) posta in fiale apposite o in grosse borre di feltro sostenute da uno spillo.

Nel caso delle farfalle e delle libellule bisogna usare alcune tecniche specifiche.

Preparazione e conservazione dei lepidotteri

Farfalle diurne:
Per la preparazione è necessario provvedersi di stenditoi, cioè supporti che reggono due tavolette di legno parallele e leggermente inclinate verso l’interno dove si trova una scanalatura di larghezza variabile.
Se gli esemplari da preparare non sono sufficientemente morbidi è necessario metterli nella camera umida, un recipiente di vetro sul cui fondo si mette della sabbia bagnata ricoperta da un foglio di carta e qualche cristallo di paradiclorobenzolo per evitare la formazione di muffe.
La farfalla viene posta sullo stenditoio e spillata nel mezzo del torace con uno spillo entomologico (n.1-2), si allargano con una pinzetta le ali ripiegandole verso il basso e si fissano con una strisciolina di carta oleata servendosi di spilli e tenendo presente che i bordi posteriori delle ali anteriori devono formare tra loro una linea diritta.
La farfalla così preparata viene lasciata ad asciugare per 7-10 giorni, quindi verrà riposta nelle scatole da collezione.

Preparazione e conservazione degli odonati

Le libellule con corpo a colorazione metallica non richiedono trattamenti particolari, mentre per le altre è consigliabile appena morte un’immersione in acetone (12 ore per gli Zigotteri, 24-36 ore per gli Anisotteri).
Tolti dall’acetone e ammorbiditi con alcool, si posano gli esemplari su una tavoletta da preparazione e si separano le ali anteriori dalle posteriori, mantenendole nella posizione mediante striscioline di carta oleata fissate con spilli; una volta essiccati vengono riposti in una bustina triangolare di cellophane.
Si preparano poi dei triangolini isosceli di carta bianca che verranno sistemati tra le ali e lungo l’ipotenusa si effettua un incavo pari all’ingombro costituito dal corpo della libellula.