____________
HOME
la vegetazione
la fauna
il suolo
il bosco
le criticità
selvicoltura
ingegneria
naturalistica
interventi
ricostituzione
diradamento
miglioramento

Interventi di miglioramento
in un bosco di castagno

Il bosco ceduo si presenta formato da piante con più fusti che si sviluppano da gemme dormienti poste alla base e che sfruttano lo stesso apparato radicale.
Il bosco ceduo può essere costituito da molte latifoglie, quali il castagno, il leccio, la roverella, il carpino, che hanno una buona capacità di emettere nuovi fusti (polloni) dopo il taglio; tale caratteristica è stata sfruttata dall’uomo per ottenere periodicamente legna per il riscaldamento, per la fabbricazione di attrezzi, per fornire materiale nelle attività agricole.
I boschi di castagno intorno a Sanremo fornivano in particolare i prodotti necessari per l’attività agricola di allora: le bacchette di legno usate come sostegni in floricoltura, i pali per il sostegno delle viti, quelli per costruire le serre.
Si trattava di una forma particolare di coltivazione del bosco, chiamata ceduo a sterzo, che permetteva di ottenere contemporaneamente dalla stessa pianta più assortimenti legnosi

Ceduo a sterzo

Questa forma di trattamento del ceduo assicura la disetaneità del soprassuolo mediante la presenza di polloni di età diversa su ogni ceppaia.
In pratica, si stabilisce il diametro di recidibilità , cioè il diametro a partire dal quale il pollone è giudicato “ economicamente maturo”, p. es. 10 cm.
Contemporaneamente se ne determina l ‘età media, per esempio 30 anni, cioè l’età necessaria affinché i polloni raggiungano il diametro fissato.
Si ripartisce allora il periodo di 30 anni in tre sottoperiodi di 10 anni.
Ciascuna particella sarà percorsa da taglio ogni 10 anni, cioè tre volte in 30 anni.
Ovvio che il periodo di curazione (cioè l ‘intervallo fra i due tagli) non corrisponde all’ età del pollone utilizzato ma ne è solo una parte.
Con il taglio si preleveranno solo i polloni che hanno raggiunto il diametro di recidibilità ed alcuni soprannumerari di età e diametro minore in misura tanto più apprezzabile quanto è maggiore il periodo di curazione.
Pertanto prima dell’utilizzazione sulla stessa ceppaia si avranno polloni di età diversa, rispettivamente 30 , 20 , 10 anni, dopo l ‘utilizzazione saranno riamasti i polloni di 20 e 10 anni e , l’anno successivo all‘ utilizzazione, i polloni di 21, 11 e 1 anno.
Nel ceduo a sterzo, dal punto di vista colturale, è consigliato un periodo di curazione molto breve.

Schema semplificato del taglio a sterzo.Aspetto della ceppaia prima del taglio (a sinistra), e dopo il taglio (a destra) e sua evoluzione nel tempo
Rispetto al ceduo semplice il ceduo a sterzo presenta il vantaggio che i polloni , rilasciati sulla ceppaia, fungono da tirasucchio , mantengono meglio in attività vegetativa la ceppaia, eliminano o riducono al minimo gli squilibri dovuti alla ceduazione. Questa forma di trattamento si presta molto bene per le specie con ridotta facoltà pollonifera , soprattutto se mesofite o sciafile , perché i polloni di successiva emissione possono svilupparsi sotto la copertura degli adulti. In pratica si applica al faggio, castagno e leccio.
Il ceduo a sterzo consente di mantenere una copertura continua, che è molto vantaggiosa per la fertilità del suolo. In altre parole, presenta –su scala ridotta –gli stessi vantaggi della fustaia disetanea , trattata a taglio saltuario. A parità di condizioni stagionali e di vegetazione , il ceduo a sterzo fornisce un incremento annuo superiore al ceduo semplice. Rispetto a questo ha anche il vantaggio di produrre materiale di maggiori dimensioni, usabile anche come legname da opera, ed una maggiore varietà di assortimenti mercantili. Fra gli svantaggi , i più evidenti sono la difficoltà di reperire mano d’opera specializzata, la diluizione delle utilizzazioni nel tempo e nello spazio, gli eventuali danni ai polloni rimasti. Il taglio dei polloni singoli non consente la riceppatura per cui le ceppaie diventano sempre più alte. Così non è possibile l’affrancamento dei polloni , per cui l’eventuale sostituzione delle ceppaie che hanno perduto facoltà pollonifera , si farà ricorrendo alla propaggine o meglio, mediante semina o trapianti.

Nel ceduo di castagno sono stati eseguiti due tipi di intervento:

1. Intervento di selezione dei polloni su una ceppaia di castagno
Su una ceppaia che presenta un pollone dominante in buone condizioni vegetative, sono stati eliminati i polloni secondari e dominati allo scopo di eliminare la concorrenza e lasciare che la pianta concentri l’accrescimento sul’unico fusto rimasto; l’operazione veniva utilizzata per ottenere particolari assortimenti legnosi come paleria grossa o pali per le linee telefoniche.

Ceppaia con pollone dominante
Ripulitura della ceppaia
Lavoro ultimato
2.Intervento per ripristinare il trattamento a sterzo su una ceppaia di castagno
Su una ceppaia con numerosi polloni è stato eseguito un diradamento lasciando i migliori polloni ma di diverse dimensioni; nel tempo si potranno così ottenere dalla stessa pianta, e contemporaneamente, assortimenti diversi quali, ad esempio, pali per le vigne e bacchette per la floricoltura .
Ceppaia con numerosi polloni
Operazione di diradamento
Lavoro ultimato

Il materiale legnoso derivante dalle operazioni è stato depezzato e accatastato a bordo strada a disposizione dei cittadini; il materiale più piccolo, quindi soggetto ad una veloce decomposizione, è stato invece sminuzzato e concentrato in piccoli mucchi in modo da ridurre il carico di combustibile in bosco.

Durante i lavori gli studenti hanno imparato ad usare la motosega e a svolgere semplici operazioni di manutenzione degli attrezzi, quali ad esempio cambiare la lama.