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Studio del suolo

Per valutare le caratteristiche di un suolo si deve conoscere il substrato geologico da cui il suolo si è formato: il terreno, infatti, deriva dalla disgregazione della roccia ad opera di diversi agenti chimici, fisici e biologici.

Nell’area del SIC di Monte Nero - Monte Bignone le rocce da cui hanno preso origine i suoli sono costituite dalle Arenarie di Bordighera che fanno parte più in generale della formazione geologica del Flysch ad Elmintoidi.


Fra il Cretaceo e l’Eocene, ere geologiche comprese tra i 140 e 36 milioni di anni fa, quando il mare ricopriva queste zone, si sono verificate frane sottomarine che hanno provocato correnti di torbida in cui erano trasportati materiali litoidi di diversa granulometria.
La loro graduale sedimentazione ha originato il Flysch che, infatti, è costituito da una successione di strati arenacei e argillosi.

 

La denominazione “ad Elmintoidi” deriva dalla presenza nei sedimenti di piste dal caratteristico tracciato a labirinto, causate da organismi del limo marino
(Helminthoidea labirintica).

 

Nell’estate 2004 gli studenti della classe V dell’ istituto Aicardi, nel quadro della indagine conoscitiva sulle caratteristiche dell’ambiente di Monte Bignone, hanno studiato il suolo mediante rilievi pedologici in campagna attraverso l’apertura di alcuni profili (sezioni verticali di suolo).

Sono stati eseguiti profili in due ambienti molto diversi fra loro: un’area boscata costituita da pini e castagni
(profilo 1)
, ed una recentemente percorsa da un disastroso incendio (profilo 2).


profilo1

profilo2

E’ stato così possibile valutare anche gli effetti del fuoco sugli strati superficiali del terreno.

Nelle aree boscate con terreni molto sabbiosi, le alte temperature legate al passaggio del fuoco durante gli incendi provocano una trasformazione nello strato superficiale del terreno con la formazione di una crosta impermeabile: le Guardie Forestali in proposito hanno segnalato due tipi di problemi:
uno, immediato, durante le fasi di spegnimento dell’incendio perché l’acqua che utilizzano non riesce a penetrare nel terreno rendendo meno efficace l’intervento ;
l’altro successivo legato alle piogge: lo strato impermeabile impedisce alla pioggia di penetrare nel terreno; tutta l’acqua che arriva dal cielo scorre velocemente a valle creando problemi di erosione, frane ed alluvioni.

Le caratteristiche dei suoli sono state descritte in apposite schede dove sono raccolte tutte le informazioni utili quali ad esempio il valore del pH, la stima del colore e la misura del contenuto in carbonato di calcio

 

la misura del pH in campo è stata effettuata prelevando un campione messo a contatto con un apposito indicatore. La variazione di colore è stata confrontata con la scala di riferimento: più il colore si avvicina al rosso porpora, più il campione è acido; più il colore si avvicina al blu, più il campione è alcalino. Attenzione a non toccare il campione con le mani: la nostra pelle è infatti acida e potrebbe falsare i risultati.

 

la stima del colore di un campione di terreno è stata effettuata servendosi delle Munsell Soil Color Charts. Sono tavole che mediante una serie di indicatori composti da combinazioni di lettere e numeri assegnano in maniere oggettiva il colore ad un campione considerando tutte le sfumature di colore possibile.

la misura del contenuto in carbonato di calcio è stata effettuata versando gocce di acido cloridrico diluito: maggiore è l’effervescenza maggiore è il contenuto in calcio.

 

 

 

 

 

Per una misura più accurata della percentuale di calcare del terreno si può ricorrere all'uso del calcimetro De-Astis