Escursione nel parco delle alpi marittime


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Corrado Randazzo

Il CAPRIOLO
(Capreolus capreolus)

IDENTIFICAZIONE:
E’ il più piccolo cervide autoctono europeo e lo si può osservare, generalmente solitario, nei boschi.
E’ l’unico a essere praticamente privo di coda.
Il mantello è di un ricco marrone rossastro d’estate con la parte posteriore scura; in inverno è invece marrone grigiastro con un evidente posteriore bianco.
Le corna hanno un anello basale ingrossato e rugoso o “rosa” e non hanno mai più di tre punte, sono completamente sviluppate a maggio e cadono nel primo inverno.
I piccoli sono macchiati.

DISTRIBUZIONE:
E’ generalmente numeroso in tutta Europa eccetto che nell’estremo nord, è comunque scarso nelle terre basse del Mediterraneo.
In Italia il Capriolo è presente come specie autoctona soprattutto nella parte nordorientale con un popolamento abbastanza consistente, altri nuclei, molto ridotti, possono essere considerati quelli di Castel Porziano, del Gargano e dei monti di Orsomarso.
Popolazioni introdotte sono presenti in quasi tutto l’Appennino centro-settentrionale dova anzi la specie è in evidente espansione.
L’areale del Capriolo si estende all’Asia settentrionale e alla Cina.

HABITAT:
Zone boscose, specialmente quando sono ricche di radure e di folto strato arbustivo.

COMPORTAMENTO:
I caprioli tendono a formare piccoli gruppi in inverno mentre durante il resto dell’anno sono generalmente solitari.
Sono attivi prevalentemente di notte: trascorrono il giorno nel folto della vegetazione ed emergono al crepuscolo per alimentarsi nelle vicine radure o in terreni aperti.
Brucano arbusti come rovi e mirtilli ma anche fogliame di caducifoglie.
La stagione degli amori si ha in luglio e agosto quando i maschi adulti marcano il proprio territorio sfregando e scortecciando con le corna piccoli alberi fino a quando non è messo a nudo il legno sottostante.
I cuccioli sono partoriti all’inizio dell’estate e sono comuni parti gemellari.
Ambedue i sessi emettono un acuto latrato.

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